Storia di X ICE PARK
LA FALESIA DEI MUTANTI

Questa falesia invernale si trova in località Prascalaio in quel di Ceresole Reale ( To ).Un centinaio di metri dall’uscita della galleria si attraversa l’Orco su un ponte in ferro e ci si trova al cospetto di un fantastico mondo di cristallo.

I lavori per la sua realizzazione iniziarono nell’autunno dell’anno 2005. Inverno 2004/2005 l’esperimento e poi l’idea. Dopo un giorno trascorso ad arrampicare sulle linee di ghiaccio naturali del sito, Luca, con un tubo porta acqua a lato delle colate esistenti che ghiacciando forma una nuova linea su cui si può arrampicare. Si deduce che l’esperimento si può replicare facendo colare acqua sulle pareti rocciose del luogo.

Personalmente sono un po’ dubbioso sulla riuscita del progetto, ci lanciamo in un’impresa di cui non abbiamo alcuna conoscenza tecnica.Ma come ben si sa la fortuna aiuta gli audaci. Luca coinvolge un po’ di persone e con i permessi in tasca iniziano i lavori, si interra un primo tubo che pesca acqua dalla Sorgiva dell’alto piano e la trasporta sul bordo del salto nasceranno: Icarus, Mistica e Magneto.

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A casa si costruisce un piccolo prefabbricato che montato sul luogo farà da vasca di raccolta dell’acqua di un ruscello posto a monte della falesia. Da questa prima vasca partiranno due tubi opportunamente interrati, uno porterà l’acqua sopra il settore sinistro ossia sul grande muro dove si formeranno le linee: Lucy, Wolverine Colosso, Tempesta, Ciclope, Professor X e Cerebro.

 

Il secondo alimenterà le linee del settore destro. Enea, Rock Slide, Ice Man, Proteus. In seguito si scoverà una pozza naturale nel Rio Crusionay la cui acqua intubata si innesterà nel tubo che serve il lato destro della falesia. Sempre in questo settore, sfruttando un l’acqua di un ruscelletto nasceranno le linee: Jean e Giorgia.

Passano due o tre anni e per mezzo di una condotta sospesa sopra la storica Cascata del Ponte si porterà acqua verso il muro compatto e strapiombante dove successivamente prenderà vita il settore di total dry. Quest’acqua colando sulla parete rocciosa formerà: Capriccio di Giorgia, Adri e Hotel Ceresole.

Ma torniamo un po’ in dietro e precisamente all’inverno 2007/2008: 13gennaio 2008 inaugurazione ufficiale del parco di ghiaccio. Piccola manifestazione sportiva con le guide a disposizione per chi vuole cimentarsi con la pioletraction, per chi vuol gareggiare nell’arrampicata, il tutto accompagnato con vin brulè, toma e dolci offerti dal negozio di articoli sportivi ‘’Mountain Sichs’’ di Rivarolo c.se.

Pur con alti e bassi, dovuti alle temperature altalenanti, la falesia continua a vivere, si eseguono migliorie alle soste di calata e si predispongono altri cavi metallici e sistemi per favorire la glaciazione dell’acqua.

La ruota del tempo che  non si ferma mai ci porta all’autunno del 2014. Dopo una giornata trascorsa presso il laboratorio prove materiali del C.A.I.,è nata l’idea di costruire all’interno dell’Ice Park una piccola ‘’stazione prove’’ come un po’pomposamente mi permetto di chiamare.

 

Trovato il luogo in cui piazzare il paranco ,costruito il supporto di sostegno e montato nel sito mancava solo più l’energia elettrica per il suo funzionamento. In un primo momento si è pensato di acquistare un generatore di corrente che all’occorrenza poteva anche essere utilizzato per illuminare, pur se sommariamente, il ‘’murone’’ della falesia in occasione della festa annuale. L’allora Sindaco di Ceresole,  Andrea Basolo, venuto a conoscenza di queste idee si faceva promotore presso l’Amministrazione Comunale per finanziare un progetto di illuminazione del lato sinisto del sito e dell’elettrificazione del paranco.

 

Grazie anche al patrocinio del Club Alpino Accademico Italiano, l’ Amministrazione Comunale concedeva il contributo per far fronte alle spese sostenute per la realizzazione del progetto. Entrava cosi in funzione una piccola ‘’stazione prove’’ossia una struttura ove si può simulare la caduta di un arrampicatore ( rappresentato da una massa di circa 80 kg ) e provare a fermarla. Questa struttura è fruibile durante tutto l’anno.

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Un’ondata violenta di freddo, a inizio inverno2016/17, blocca tutti i getti d’acqua del settore sinistro, le esili strutture di ghiaccio che si erano formate sono molto fragili, pertanto esiste un elevato pericolo di crollo dei  blocchi di ghiaccio sospesi, per sicurezza questo lato della falesia  viene chiuso all’arrampicata. Ma prima di chiuderlo si fa un ultimo tentativo, diciamo per limitare i danni, si stende circa duecento metri di tubo che porterà acqua sopra al muro, purtroppo al mattino del giorno dopo troveremo il tubo completamente gelato fino in vasca, ci penserà il caldo primaverile a sbrogliare la situazione.

L’equilibrio tra lo stato liquido e quello solido dell’acqua, in cima al muro è molto precario, è l’ennesima volta che il freddo intenso ferma il fluire dell’acqua. A questo punto, Luca, valuta la possibilità di montare delle resistenze elettriche sulle estremità dei tubi, cioè sui punti più sensibili al freddo.

I lavori di revisione e di risistemazione della falesia, nell’anno 2018, iniziarono  molto presto, ma finirono molto tardi, infatti saranno rallentati dal cattivo tempo e si concluderanno a dicembre.  Si interra un secondo tubo di alimentazione del murone, al fine di suddividere le numerose uscite d’acqua su due tubi       invece di uno solo. Questo, purtroppo, comporterà il rifacimento di tutta la rete di distribuzione dell’acqua sopra il salto roccioso e successivamente si procederà alla  posa delle resistenze elettriche anti gelo.

 

Ma l’imponderabile è sempre presente, alcune resistenze a un certo punto smetteranno di funzionare e i corrispondenti getti geleranno, per fortuna in tanta scalogna senza gravi conseguenze. L’ultimo lavoro fu rivisitazione di tutte le soste di calata.

Mi sembra doveroso ricordare, soprattutto, le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo ultimo progetto, anche se in verità sono anni che si impegnano per il buon funzionamento dell’Ice Park: Ennio, Ernesto, Luca P., Luca D., Renato, Sandro.

La storia non finisce qui, infatti, è nata un’ultima idea che dovrebbe portare alla luce l’ultimo mutante. Per il 2019 purtroppo non c’è sufficiente forza lavoro per realizzarla (causa infortuni e convalescenze), sarà l’impresa dell’autunno 2020?